E’ una condizione clinica riscontrata molto di frequente che causa una sensazione di prurito nella regione anale e perianale che può estendersi alla regione vaginale o scrotale. I pazienti affetti sono soggetti di varia età e sesso anche se più frequentemente colpisce il maschio di età tra i 25 ed i 55 anni.

Alla base della sensazione del prurito vi sono le fibre sensitive C che vengono stimolate da sostanze quali per esempio l’istamina che vengono rilasciate, tra le altre cose, proprio con il grattamento. Di conseguenza si instaura una patologia a “loop” dove la correzione del sintomo (il grattamento) è anche il trigger del prurito stesso. Bisogna dunque giungere il più possibile vicino alla causa ed eliminarla per interrompere il circolo vizioso che viene instaurato.

Il Prurito Anale è definito secondario quando si possono rintracciare le cause mentre “idiopatico” se al termine delle indagini non si riscontra alcun motivo preponderante che scateni il prurito.

PRURITO ANALE SECONDARIO – PATOLOGIE

  • Malattie Dermatologiche (Dermatite Atopica, da contatto, Lichen, Paget, carcinoma, etc).
  • Infezioni (Batteriche, Fungine, Parassitarie, Sessualmente Trasmesse)
  • Irritazione (Ida feci nell’incontinenza fecale per esempio, la scarsa igiene, indumenti sintetici)
  • Malattie Sistemiche (Diabete mellito, Linfoma, etc.)
  • Patologie Proctologiche Anali (Emorroidi, Ragadi, Fistole)

Durante la visita verranno ricercate tutte le patologie e le situazioni favorenti (spesso siamo di fronte a concause) ed il paziente verrà sottoposto ad una visita per valutare l’anatomia della regione e lo stadio delle lesioni che si accompagnano con il Prurito. L’anoscopia terminerà la valutazione clinica.

Eventuali biopsie o tamponi potrebbero essere richiesti per valutare alcune situazioni che lo richiedono.

  • Stadio 0 = Cute Normale
  • Stadio 1 = Cute Infiammata, Arrossata, Eritematosa
  • Stadio 2 = Cute con segni di ispessimento ed indurimento (Lichenificazione)
  • Stadio 3 = Cute con Lichenificazione alla quale si aggiungono lesioni da grattamento come ulcerazioni

TRATTAMENTO

Il trattamento del Prurito Anale sarà rivolto alla risoluzione della situazione sottostante che lo ha causato sebbene all’inizio l’utilizzo di antiprurito come gli Antistaminici e/o i Cortisonici potrebbero alleviare la sintomatologia in attesa della conclusione delle indagini. Il paziente verrà istruito sulle norme igieniche volte a ridurre il prurito (riduzione della frequenza dei lavaggi nei pazienti che ne abusano, utilizzo di biancheria di cotone, pulizia con acqua e comuni saponi neutri, etc.) e verranno consigliate creme protettive (abitualmente contenenti Ossido di Zinco).

CONSIGLI IGIENICI NEL PRURITO ANALE

  1. Regolarizzare alvo assumendo adeguata quantità di fibre.
  2. Utilizzare acqua per i lavaggi evitando l’iperigiene locale.
  3. Utilizzare le salviette igieniche non profumate e non alcoliche se non disponibile acqua corrente.
  4. Asciugare tamponando e non sfregando.
  5. Utilizzare creme a base di Ossido di Zinco dopo la pulizia.
  6. Resistere alla necessità di grattare.
  7. Prediligere indumenti di cotone e non sintetici.
  8. Ridurre l’utilizzo di creme cortisoniche se non necessarie.

Nel caso si ipotizzi una causa idiopatica si indirizza il paziente all’utilizzo di creme con Capsaicina allo 0,006% o Tacrolimus allo 0,03%. Entrambi sono farmaci utilizzati per cicli di circa 1 mese con discreta tollerabilità e buon successo clinico.

Quando il paziente giunge alla nostra osservazione abitualmente ha già abbondantemente abusato di  Cortisone visto che è contenuto nella maggiorparte delle creme emorroidarie. Sebbene al momento migliori la sintomatologia il suo utilizzo cronico causa distrofie cutanee con successivo peggioramento della sintomatologia.

Nei casi non responsivi ai trattamenti sopra riportati si può fare ricorso al Blu di Metilene. Il suo funzionamento non è completamente conosciuto ma sembra agisca proprio sulle fibre C riducendone l’attività. Si utilizza diluito con Soluzione Salina, Anestetico addizionato con Adrenalina. Le complicanze più frequenti sono costituite dalla perdita temporanea di muco dall’ano.

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