Da molti anni si sente parlare in diverso modo in ambito sportivo di “Pubalgia”, “Osteite Pubica”, “Lesione Inguinale”, “Ernia da Sport”, etc.

Comunque la si chiami la sintomatologia è pressoché simile:

  • Dolore in regione inguinale, spesso esacerbata dai colpi di tosse.
  • Fitte dolorose al basso addome.
  • Irradiazione del dolore a livello del testicolo dal lato del dolore.
  • Dolore che interferisce con la pratica sportiva (agonistica o dilettantistica).
  • Attività sportive coinvolte sono in genere quelle con repentini cambi di direzione (Tennis, Calcio, Basket, etc.).

Diagnosticare correttamente questa situazione è complesso perché spesso non si ha una vera ernia palpabile ma una condizione nella quale il dolore è localizzato più al pube, di solito regredisce con il riposo (e quindi è poco evidenziabile durante una comune visita) e viene scatenato da manovre specifiche (ad esempio la flessione del tronco contro resistenza, il Crunch Test, lo Squize Test).

Alla Visita si possono aggiungere Radiografie mirate (per escludere ad esempio l’osteite), la TAC sotto spinta (per valutare presenza di ernie inguinali propriamente dette), la Risonanza Magnetica (per evidenziare l’inserzione dei muscoli sul pube).

I tessuti molli più frequentemente colpiti nell’ernia dello sportivo sono i muscoli obliqui nel basso addome. Particolarmente vulnerabili sono i tendini che inseriscono i muscoli obliqui all’osso pubico. In molti casi di ernia dello sportivo, anche i tendini che inseriscono i muscoli della coscia all’osso pubico (adduttori) possono essere stirati o strappati.

L’origine dell’ernia nello sportivo è dibattuta ma a parte il meccanismo che la scatena si mantiene con una infiammazione muscolare che nel tempo diventa cronica: miosite. 

Alcune teorie prevedono quale causa, uno spostamento mediale del muscolo retto addominale. Secondo altri studi, sembra che essa si faccia strada attraverso delle fibre muscolari strappate del muscolo obliquo interno e dell’inserzione del muscolo trasverso (il tendine congiunto) nella porzione mediale del canale inguinale.

TRATTAMENTO

Una volta che è stata individuata la patologia ed inquadrata come “Ernia da Sport” o “Sport Hernia” è di estrema importanza seguire le indicazioni internazionali che si evolvono con una certa frequenza.

Al momento attuale le indicazioni sono:

  • 8 settimane di terapia conservativa con antinfiammatori, riposo, eventuali infiltrazioni locali e terapie fisiche.
  • Se non regressione della sintomatologia o ripresa della stessa dopo ripresa delle attività intervento chirurgico.

Il trattamento chirurgico (sia in chirurgia aperta che laparoscopica) garantisce il 90% dei risultati positivi con ripresa delle normali attività sportive entro le 6-8 settimane dall’intervento.

In particolare la tecnica di TAPP (TransAddominalPrePeritoneal) Lloyd Laparoscopica con Fissaggio della Rete Mediante Collanti permette di associare la mininvasività della laparoscopia (non incisioni fastidiose all’inguine ma 3 piccoli buchi all’altezza dell’ombelico) all’efficacia del rilasciamento muscolo-tendineo.

Dopo l’operazione i pazienti sono invitati a mobilizzarsi abbastanza rapidamente eseguendo esercizi di stretching dopo 24 ore. Possono lavare le ferite il giorno dopo. Non vi è alcuna restrizione di attività dopo la procedura e gli atleti sono invitati a tornare ad allenarsi blandamente in pochi giorni e riprendere gli allenamenti normali entro circa 4 settimane.

Nel restante 10% dei casi si procede ad un ulteriore piccolo intervento che si chiama “Tenotomia degli Adduttori” che consente nel rilascio dell’inserzione dei muscoli adduttori dal lato dolente che guarendo risulteranno più lunghi e meno “stressati”.